Quando Luigi giocava a calcio era uno spettacolo

Le mie doti calcistiche oggi pomeriggio si sono riattivate…alle 5.30 17.30 Parco di Vittorio, 2 tiri di riscaldamento e poi via con un 2 contro 2 serratissimo.
Il verdetto è stato chiaro, 5-0. Ovviamente non a mio favore! Però ho ampio margine di miglioramento considerando che sono oltre dieci anni che non tocco un pallone e anche quando lo toccavo da piccolo non era un mondo roseo!!

Pollicione verde – Parte 2

Avevo lasciato qualche giorno fa il mio angolo di flora torinese aspettando che alcuni semi di prezzemolo e basilico germogliassero per dare un po di compagnia alla mia Dracaena Sanderiana. Così approfittando della festa del papà parto per la Calabria per andare a festeggiarla insieme al mio.

Al ritorno un tappetino verde ricopre il vaso!!!

Ecco come si presenta oggi.

Il "giardino" di Torino - Ingrandisci

A sinistra ancora molto piccolo c’è il basilico mentre a destra c’è il prezzemolo un po’ più cresciuto. La canna, al centro, non ha fatto molti passi avanti, ma sono sicuro che quando le piantine di prezzemolo e basilico saranno grandi anche lei inizierà a rinvigorirsi!

Prezzemolo - Ingrandisci

Basilico - Ingrandisci

Ho fatto anche un piccolo “time lapse”. Se qualcuno lo guarda mi voglia scusare per la pessima qualità, l’attrezzatura che ho utilizzato è molto poco professionale: una Ricoh R10 e come cavalletto delle belle Barazzoni capovolte!

Pollicione verde – Parte 1

Sono passati esattamente 1 anno e 6 mesi dalla partenza per l’erasmus e la nostalgia di quell’esperienza è sempre più grande. Vorrei ritornare indietro, ripetere le stesse emozioni, fare quello che non sono riuscito a fare e…non volevo raccontare questo.

Dicevo, è passato 1 anno e 6 mesi e il giorno prima di partire affidai la mia bella Dracaena sanderiana a mia sorella.

L’avevo comprata, credo, nell’aprile/maggio 2008, all’Ikea. Era costata 99 centesimi e decisi di regalargli anche un “vaso” per 2,99€. Era bellina, non era la classica canna di bambù dritta, ma aveva due spire e anche un piccolo germoglio.

L’ho curata, nel suo vasetto, gli cambiavo l’acqua ogni settimana, mi ero munito di spruzzino per vaporizzargli l’acqua al mattino e avevo cura di tenerla al caldo e possibilmente non alla luce diretta del sole.

Nel 2009 mi venne la brillante idea di farmi un orto per coltivare qualche profumo da utilizzare in cucina. Purtroppo vivendo in un piccolo appartamento a Torino ho dovuto abbandonare la mia idea grandiosa per ripiegare su un più o meno piccolo vasetto di plastica da tenere sul balcone.

Detto fatto, subito dopo essermi laureato, approfittando di qualche giorno di relax vado al bennet vicino casa e compro terriccio, vaso e qualche piantina di basilico e rosmarino. In qualche ora il mio “orticello” cittadino era pronto.

Con il passare dei giorni vedo crescere in fretta le piantine, numerose, in compagnia le une con le altre, mentre dall’altra parte, sola in un angolo, nel suo vasetto piccolino pieno di acqua c’è la mia “canna di bambù”. Guarda le sue amiche piantine che si divertono, che sorridono, e si intristisce. Inizia a diventare sofferente e il suo ciuffetto verde ingiallisce.

In barba ad ogni regola di botanica, che suggerisce di mantenere la Dracaena sanderiana immersa con le radici nell’acqua e mai piantata in terra, decido di far convivere in un unico vaso quello che era il mondo vegetale di casa mia. Ho tolto dall’acqua il bambù, ho fatto un buco nella terra del vaso e l’ho piantato insieme al basilico e al rosmarino.

Inutile dirvi che da quel giorno è tornata a vivere. Gioiosa di aver fatto nuove amicizie le inizia a spuntare un secondo ciuffetto di foglie e assume un bel colorito verde natura. Cresce forte e rigogliosa insieme alle sue compagne di avventura.

Questa è la foto del mio vaso di natura del 17 settembre 2010, esattamente il giorno prima della mia partenza a Malaga.

Ovviamente da quando sono partito non l’ho mai abbandonato anche se l’ho trascurato un po, lo ammetto! Durante le telefonate a mia sorella gli domandavo sempre della mia piantina e lei mi ha sempre rassicurato del suo stato di salute, anche se negli ultimi mesi la sentivo titubante, parlo di aprile-maggio-giugno 2011.

Quando ormai a metà luglio sono tornato in Italia, ovviamente sono andato trovare  la mia piantina. Sorpresa….La mia piantina era pallida, un colore tra il giallo e il verde. Una spira completamente rinsecchita, morta. I due ciuffi di foglie verdi e rigogliosi erano ormai un ricordo.

Purtroppo con immenso dolore ho dovuto optare per un taglio deciso, un colpo di forbice che sembrava mi lacerasse il cuore. Per il bene della mia piantina l’ho dovuto fare e l’ho tagliata fin quasi al punto in cui si inseriva nella terra, cioè fin dove era ingiallita, pena la morte totale della pianta.

Per fortuna oggi è ancora viva, combatte per vincere in assoluto, ma credo che ormai è fuori pericolo di vita. Da qualche giorno ho visto che sta spingendo per far crescere delle piccole foglioline nuove. Nel frattempo ho provveduto oltre che a togliergli la sua parte ormai morta, a trapiantarla sempre nello stesso vaso ma non più al lato ma nel centro. Già che c’ero prima di piantarla nuovamente nel vaso ho smosso un po la terra per farla ossigenare darà una spinta in più alla mia pianta! Da una decina di giorni a questa parte gli ho seminato a fianco dei semi di prezzemolo e basilico, in modo da fargli compagnia una volta che si sarà ripresa.

Eccola la mia piccola dracaena allo stato attuale.

E’ cambiata parecchio da quando l’ho lasciata prima della partenza, ma sono pieno di fiducia. Spero che fra un mesetto quando le piantine di basilico e prezzemolo saranno cresciute abbastanza la canna sia in una condizione molto migliore. Il ciuffettino di foglie nuove promette bene.